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Alimentazione dopo le abbuffate: come tornare in equilibrio senza diete punitive

2026-01-13 15:57

C.R.M.

Dietologia, Psicologia, alimentazione, abbuffate, stare-bene,

Alimentazione dopo le abbuffate: come tornare in equilibrio senza diete punitive

Capita a tutti: una cena più ricca, un pranzo delle feste, un momento di stress in cui si mangia “oltre”. Il problema, spesso, non è l’episodio in sé,

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Capita a tutti: una cena più ricca, un pranzo delle feste, un momento di stress in cui si mangia “oltre”. Il problema, spesso, non è l’episodio in sé, ma quello che succede dopo: senso di colpa, restrizioni drastiche, allenamenti punitivi e il classico “da domani solo insalata”.

Questo approccio crea un’altalena: abbuffata → punizione → fame/ansia → nuova abbuffata.

In questo articolo trovi indicazioni pratiche per gestire l’alimentazione dopo un eccesso in modo sano, sostenibile e rispettoso.

 

Prima cosa: normalizza (non minimizzare)

Mangiare più del solito non “rovina tutto”. Il corpo è molto più adattabile di quanto pensiamo.
È normale, dopo un pasto abbondante, avvertire:

  • gonfiore
  • sete (sale/alcol/zuccheri)
  • digestione lenta
  • stanchezza o “pesantezza”

Questi segnali non chiedono una punizione: chiedono regolarità.

 

Cosa evitare assolutamente (per non peggiorare la situazione)

1) Digiuno e salti dei pasti

Saltare colazione o pranzo per “compensare” aumenta:

  • fame intensa
  • irritabilità
  • rischio di perdere il controllo al pasto successivo

Meglio ripartire dal prossimo pasto, anche se “non hai fame come al solito”: mantieni un ritmo regolare e leggero.

 

2) Diete estreme “detox” fai-da-te

Il corpo non ha bisogno di “detox” drastici: ha bisogno di tornare a una routine con:

  • acqua
  • fibre
  • alimenti semplici
  • sonno e movimento leggero

 

3) Allenamenti punitivi

Allenarsi per punirsi crea stress e non è una strategia efficace.
Se vuoi muoverti, scegli qualcosa di dolce: camminata, mobilità, cyclette a bassa intensità.

 

Cosa fare: 7 strategie pratiche per “rimettersi in asse”

1) Riparti dal prossimo pasto (non dal lunedì)

Il miglior reset è la normalità.
Un pasto “riparativo” può essere semplice, completo e digeribile.

Esempio piatto:

  • verdure (cotte o crude)
  • proteine (pesce, uova, legumi, carne magra, yogurt greco)
  • carboidrati “normali” (pane, riso, patate, pasta in porzione adeguata)
  • condimenti moderati (olio EVO, evitando eccessi di salse)

 

2) Idratazione: la chiave contro gonfiore e pesantezza

Dopo un eccesso spesso c’è più ritenzione (sale, alcol).
Punta a:

  • acqua durante la giornata
  • tisane se ti aiutano (senza aspettative “miracolose”)

 

3) Fibre sì, ma con intelligenza

Le fibre aiutano, ma se sei già gonfio/a:

  • preferisci verdure cotte e frutta non troppo “fermentabile”
  • evita mega-insalate crude se ti gonfiano

 

4) Colazione “stabile”

Una colazione con proteine + fibre tende a ridurre la fame impulsiva:

  • yogurt greco + frutta + fiocchi d’avena
  • pane + uova
  • latte/kefir + frutta + una manciata di frutta secca

 

5) Movimento leggero: camminare vale

Una passeggiata di 15–30 minuti:

  • migliora digestione
  • abbassa lo stress
  • ti rimette in contatto col corpo

 

6) Sonno: il vero regolatore della fame

Dormire poco aumenta fame e voglia di zuccheri.
Se dopo un’abbuffata ti senti “fuori controllo”, spesso il sonno è una parte del puzzle.

 

7) Fai pace con il “non perfetto”

La mentalità “o perfetto o niente” è spesso il carburante delle abbuffate.
Obiettivo realistico: 80% regolare, 20% flessibile.

 

Se le abbuffate si ripetono: quando è utile chiedere aiuto

Se ti capita spesso di:

  • mangiare con sensazione di perdita di controllo
  • provare colpa intensa dopo
  • alternare abbuffate e restrizioni rigide

non sei “sbagliato/a”: è un segnale che può valere la pena approfondire.

 

Al C.R.M. Centro di Riabilitazione Medico Polispecialistico e Fisioterapico puoi trovare un supporto integrato con:

  • dietologia (per strutturare un piano sostenibile, senza estremismi)
  • sostegno psicologico (per lavorare su emozioni, stress e automatismi)

 

📩 Se vuoi, contattaci: l’obiettivo è costruire un equilibrio che duri, non una soluzione “lampo”.

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